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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

Duca Minimo, d’Annunzio, de Boccard, e l’IA

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  Duca Minimo, d’Annunzio, de Boccard, e l’IA:  utile, sì… ma intelligente poi…      Dunque, che i libri abbiano vita propria, noi che ogni tanto leggiamo, lo sappiamo bene.   Ciò non toglie che essi, i libri, ci possano sempre stupire. Tempo fa, ad esempio, era esattamente maggio, m’è capitato d’imbattermi in un libro che in passato avevo a lungo cercato. Avete presente quando d’un tratto vi capita di vedere all’improvviso davanti agli occhi qualcuno che non vedete da tempo? una folgorazione!      Luogo del fatto - e sembra una banalità - il Salone del Libro di Torino, e per esser più precisi, lo stand della Regione Abruzzo, in cui quest’anno la Casa Editrice Solfanelli anche esponeva le proprie pubblicazioni, oltre che nel proprio stand.      Capisco, vorreste sapere, fra i mille libri che stavan lì a far mostra di sé,   di quale libro io stia ora parlando. Bene: si tratta di un testo di Pino Coscetta, titolato ‘Dal nost...

Se tutto fa... Brodo...

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  Se tutto fa... Brodo... Ho appena finito di leggere un libro che, diciamo così, si potrebbe prendere come esempio per avviare una discussione sul senso che può avere un testo letterario. È questo un testo letterario? Parrebbe esserlo, essendo stato percepito come tale da un amplissimo stuolo di lettori entusiasti e dalla giuria di un celeberrimo Premio letterario nazionale, che lo ha proclamato vincitore. Ehhh... già. Quale Premio? Non lo sto a nominare: ho deciso di tenere un profilo basso, rispettoso e discreto; so che voi capite.      Partiamo poi dal primo impatto: la copertina (che ha sempre vita a sé dal testo, letterario o no che sia, e per di più si sa che – in genere – non è opera dell'Autore, ma sta comunque lì, davanti ai nostri occhi, come una vetrina ad attirare la nostra attenzione).      Ecco, qui la copertina è piacevole e attraente, fatto salvo il fastidio per quel... chiamiamolo «topino» o «piccolo ratto»? Sta lì, in primo piano, ac...