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“Le donne non ci vogliono più bene” di Enrico de Boccard Andrea Gualchierotti

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La Civetta – Supplemento Sardegna, anno III, n. 27, settembre 2026 “Le donne non ci vogliono più bene”.         di Enrico de Boccard Andrea Gualchierotti Ci sono libri che riappaiono in libreria il fluttuare delle mode, altri che vi stazionano più o meno permanentemente perché baciati dal successo. Altri ancora, viceversa, non hanno invece mai trovato lo spazio che meritano. Proprio così è avvenuto per Le donne non ci vogliono più bene di Enrico de Boccard, apparso per la prima volta nel 1950 con il titolo di Donne e mitra , e presto dimenticato per ragioni che, a distanza di quasi ottant’anni, appaiono reliquie di asti immotivati oggi come allora. A riproporlo in veste rinnovata all’interesse dei lettori è adesso il marchio Solfanelli, che, tramite la curatela di Rosanna Amerio e Gianfranco de Turris, amico personale di de Boccard e autore di una corposa introduzione, ridà alle stampe un volume che recupera finalmente una voce tuttora assai poco incasellabile ...

Mircea Eliade (di Carlo Sburlati)

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  Mircea Eliade (Bucarest 1907, Chicago 1986)  di Carlo Sburlati - Pubblicato su: La Civetta di Minerva – Supplemento Sardegna, anno III, n.27, settembre 2026, pagina 26 - Sicuramente il più noto in tutto il mondo tra i simpatizzanti legionari è Mircea Eliade, nato nel 1907, il più accreditato e prestigioso storico delle religioni del XX secolo, oltre che antropologo, filosofo, romanziere e poeta. Oltreché in rumeno, scrive e parla correntemente in francese, tedesco, italiano, inglese, ebraico, persiano e sanscrito. Soggiorna in Italia nel 1927 e 1928, ammirando le realizzazioni sociali, architettoniche e culturali del fascismo. È influenzato dalla figura di Papini e diverrà amico in India del celebre orientalista Giuseppe Tucci, «l'esploratore del Duce». Nel 1938 incontra a Bucarest Julius Evola, con cui intratterrà nel dopoguerra una lunga e fitta corrispondenza.      I suoi articoli e saggi, molteplici, innovativi, documentati e penetranti contribuiranno a fo...

Duca Minimo, d’Annunzio, de Boccard, e l’IA

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  Duca Minimo, d’Annunzio, de Boccard, e l’IA:  utile, sì… ma intelligente poi…      Dunque, che i libri abbiano vita propria, noi che ogni tanto leggiamo, lo sappiamo bene.   Ciò non toglie che essi, i libri, ci possano sempre stupire. Tempo fa, ad esempio, era esattamente maggio, m’è capitato d’imbattermi in un libro che in passato avevo a lungo cercato. Avete presente quando d’un tratto vi capita di vedere all’improvviso davanti agli occhi qualcuno che non vedete da tempo? una folgorazione!      Luogo del fatto - e sembra una banalità - il Salone del Libro di Torino, e per esser più precisi, lo stand della Regione Abruzzo, in cui quest’anno la Casa Editrice Solfanelli anche esponeva le proprie pubblicazioni, oltre che nel proprio stand.      Capisco, vorreste sapere, fra i mille libri che stavan lì a far mostra di sé,   di quale libro io stia ora parlando. Bene: si tratta di un testo di Pino Coscetta, titolato ‘Dal nost...

Se tutto fa... Brodo...

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  Se tutto fa... Brodo... Ho appena finito di leggere un libro che, diciamo così, si potrebbe prendere come esempio per avviare una discussione sul senso che può avere un testo letterario. È questo un testo letterario? Parrebbe esserlo, essendo stato percepito come tale da un amplissimo stuolo di lettori entusiasti e dalla giuria di un celeberrimo Premio letterario nazionale, che lo ha proclamato vincitore. Ehhh... già. Quale Premio? Non lo sto a nominare: ho deciso di tenere un profilo basso, rispettoso e discreto; so che voi capite.      Partiamo poi dal primo impatto: la copertina (che ha sempre vita a sé dal testo, letterario o no che sia, e per di più si sa che – in genere – non è opera dell'Autore, ma sta comunque lì, davanti ai nostri occhi, come una vetrina ad attirare la nostra attenzione).      Ecco, qui la copertina è piacevole e attraente, fatto salvo il fastidio per quel... chiamiamolo «topino» o «piccolo ratto»? Sta lì, in primo piano, ac...

C'é posta, per il Ministro Valditara...

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C'é posta, per il Ministro Valditara...       Quattro correzioni  per rettificare alcune verità storiche                              sul Canto degli Italiani   Un plauso per il recentissimo Convegno "Il Canto degli Italiani nella Costituzione",  ma: un 'cittadino', anche 'musicista', invita - molto cortesemente - il ministro a rettificare il messaggio riportato da varie fonti giornalistiche in occasione del convegno "Il Canto degli Italiani nella Costituzione" tenutosi in Senato il 22 giugno 2026. - Mameli? non è 'l'autore dello spartito', ma del testo; - il testo ? non fu 'clandestino', ma venne pubblicato a fine 1847 nel volume Dono Nazionale; - 'accompagnamento strumentale fornito da Michele Novaro'? Novaro non ha 'fornito' un  'accompagnamento strumentale' ma ha composto,  il suo capolavoro musicale; - 'non serve essere  intonati  per cant...