C'é posta, per il Ministro Valditara...

C'é posta, per il Ministro Valditara... 

    Quattro correzioni per rettificare alcune verità storiche 
                            sul Canto degli Italiani


 Un plauso per il recentissimo Convegno "Il Canto degli Italiani nella Costituzione",  ma:

un 'cittadino', anche 'musicista', invita - molto cortesemente - il ministro a rettificare il messaggio riportato da varie fonti giornalistiche in occasione del convegno "Il Canto degli Italiani nella Costituzione" tenutosi in Senato il 22 giugno 2026.

- Mameli? non è 'l'autore dello spartito', ma del testo;

- il testo ? non fu 'clandestino', ma venne pubblicato a fine 1847 nel volume Dono Nazionale;

- 'accompagnamento strumentale fornito da Michele Novaro'? Novaro non ha 'fornito' un  'accompagnamento strumentale' ma ha composto,  il suo capolavoro musicale;

- 'non serve essere  intonati  per cantarlo'?  il nostro inno nazionale bisogna cantarlo bene e, per citare Giuseppe Verdi, una musica «mal eseguita, o fiaccamente eseguita, è come un quadro visto al buio: non si capisce». 

           In sostanza, Maurizio Benedetti, Presidente di Progetto Scriptorium Onlus (è lui l'autore della missiva) apprezza l'idea del Convegno teso ad inserire l’Inno di Mameli nell’articolo 12 della Carta, accanto al Tricolore...., ma non gliele manda a dire...al Ministro...

e gli scrive, in una lettera aperta, pubblicata proprio ieri:


LETTERA APERTA AL MINISTRO VALDITARA  


 Egregio Ministro dell’Istruzione e del Merito 

Giuseppe Valditara 


mi permetto di scriverLe come cittadino e come musicista, che da oltre un quarto di secolo si dedica allo studio del repertorio musicale del nostro Risorgimento, ed in particolare de "Il Canto degli Italiani" poesia di Goffredo Mameli musica di Michele Novaro*, per invitarLa a rettificare il suo messaggio riportato da varie fonti giornalistiche in occasione del convegno "Il Canto degli Italiani nella Costituzione" tenutosi in Senato il 22 giugno 2026.

Leggo questa sua affermazione "Goffredo Mameli. Autore di uno spartito quasi clandestino". 

   Mi permetto di farLe notare che questa affermazione non corrisponde a verità: Mameli non è l'autore dello spartito, ma unicamente del testo successivamente rielaborato e musicato da Michele Novaro per diventare l'Inno che conosciamo. Il testo di Mameli non fu clandestino, ma venne pubblicato a fine 1847 nel volume Dono Nazionale, miscellanea di testi patriottici in omaggio a Re Carlo Alberto.


      Leggo in seguito: "non serve essere particolarmente intonati e nemmeno un accompagnamento strumentale, a cui pure pensò magistralmente Michele Novaro”. Se permette il nostro inno nazionale bisogna cantarlo bene e, per citare Giuseppe Verdi, una musica «mal eseguita, o fiaccamente eseguita, è come un quadro visto al buio: non si capisce». Sarebbe auspicabile che l'esecuzione del nostro Inno nazionale ne rispecchiasse al meglio il significato e il carattere, non crede?

   E per concludere Michele Novaro non ha fornito "un accompagnamento strumentale", ma ha composto, partendo dal testo del suo amico Goffredo, il suo capolavoro musicale, di tale livello ineguagliato da aver conquistato il favore degli Italiani dal 1847 ad oggi.


Per concludere, auguro ai promotori del Disegno di Legge n. 1901, 

di raggiungere l'obiettivo di completare l'art. 12 della nostra Costituzione, introducendo quell'Inno nazionale, che per gli Italiani è "la nostra Costituzione in Musica".


Torino, 23 giugno 2026 Distinti saluti

Maurizio Benedetti


Presidente di Progetto Scriptorium Onlus

già consulente musicale del Quirinale durante la presidenza Ciampi

curatore dell'edizione critica de Il Canto degli Italiani, 

ed. Conservatorio di Torino


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 Il convegno “Il Canto degli Italiani nella Costituzione”.

 Il 22 giugno, giusto ue giorni fa, nella Sala Koch del Senato, si è tenuto il convegno “Il Canto degli Italiani nella Costituzione”. L’obiettivo è di inserire l’Inno di Mameli nell’articolo 12 della Carta, accanto al Tricolore.

A illustrare il senso profondo di questa riforma è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha aperto i lavori sottolineando come si tratti di “un passaggio storico per restituire dignità costituzionale a un simbolo che da sempre appartiene al popolo italiano”.

Grazie al disegno di legge costituzionale presentato il 13 maggio 2026 dalla senatrice Susanna Donatella Campione (prima firmataria) e già assegnato alla 1ª Commissione del Senato, si compie l’ultimo passo: l’Inno diventerà un principio fondamentale della Repubblica.

Un’iniziativa che ha raccolto firme trasversali: 29 senatori di Fratelli d’Italia, Partito Democratico, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Un dato, questo, che Valditara ha voluto sottolineare: “Non è una bandiera di parte, è la bandiera di tutti”.  


Dell'Inno di Mameli Novaro, il nostro 'Canto degli Italiani' 

a proposito di quel 'Sì' finale, recentemente negato ufficialmente da una direttiva emanata a fine ’25 dal Gabinetto del Ministro della Difesa (se pure quel 'Sì', con il cuore e pure con la voce lo si canta comunque sempre).

abbiamo a lungo scritto di recente, in vari post qui sul blog (https://loscrivoqui2026.blogspot.com/.../ahhh-quell...)

e su fb, 

con un grazie a Miro Renzaglia che ne aveva pubblicato su

Il Fondo Il Fondo:
https://ilfondo.org/quando-un-si-e-fondamentale.../


Per contrastare l'immotivata decisione di eliminare quel 'Sì' finale, era stata avviata una petizione, e martedì’ 24 marzo era stato inviato al Presidente del Consiglio di Stato un ricorso straordinario teso a chiedere che quella norma che il ‘sì’ del 'Canto degli Italiani, l'ha voluto 'tagliar via', venga abrogata.




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